Omelia da un matrimonio... quella vera, però!
Come sibillinamente promesso, vi riporto il testo dell'omelia fatta durante il nostro Matrimonio da don Alfio (cappellano dell'Ospedale Civile di Vimercate, così si capiscono alcune delle sue battute). Il brano di Vangelo è ovviamente quello commentato da me nell'intervento precedente, don Giuseppe era il parroco (ma non era a Vimercate perché in ritiro con le famiglie della parrocchia!), i ragazzi "cresciuti nella fede" grazie a noi sono i ragazzi e le ragazze che nel corso degli anni abbiamo seguito in Oratorio; altre note mi sembra che non servano, se non che l'umidità relativa in Chiesa durante la predica era di circa 200%, non vi dico la temperatura...
Per qualunque altra cosa, chiedete pure...
Ah... ho dimenticato di dire che questa è la ricopiatura dei suoi foglietti... io alcune parti non me le ricordo proprio e non so se è stato l'effetto del caldo o davvero alcune parti le ha fatte a braccio... chiedere a Silvia ed, eventualmente, vi riferirà!
Buona vigilia dell'Epifania, a presto!
+marco+
Per qualunque altra cosa, chiedete pure...
NOZZE SILVIA E MARCO
Siamo qui a condividere la gioia di Silvia e Marco che in Gesù portano a compimento il loro progetto di amore.
Siamo qui a condividere la gioia di Silvia e Marco che in Gesù portano a compimento il loro progetto di amore.
La condividiamo con i loro genitori, le loro famiglie, i parenti, gli amici, i ragazzi che hanno aiutato a crescere nella fede, la comunità parrocchiale.
Data la temperatura calda e l'ora non facciamo un trattato di teologia sul Matrimonio cristiano; sono anche ben preparati su questo e ci auguriamo che, dopo lo stress di questi giorni, dovuto a tanti fattori, ritornino con la riflessione a riconsiderare la bellezza, la grandezza, la profondità dell'amore cristiano.
Facciamo qualche considerazione inerente al senso della celebrazione e a quanto comporti nella vita. Anch'io in questi giorni pensavo a questa celebrazione. Devo svolgere la mia parte di supplenza del bravissimo don Giuseppe. Sarò capace? Non mi scapperà fuori la benedizione dei malati?
Ho fatto anche un sogno. Ho sognato i bravi di don Rodrigo. Ricordate? Mi venivano incontro e mi dicevano con la loro grinta: "Questo matrimonio non s'ha da fare!".
"Perché?" dicevo.
"E' compito di don Giuseppe!"
"Veramente mi ha delegato!", cercavo di dire loro col poco coraggio in corpo.
"Va bene! Mettiamo che sia così! E gli sposi sono preparati?"
"Certo! Hanno fatto tutti i passi inerenti, si conoscono da tanto tempo, hanno approfondito il loro amore nella preghiera, anche immergendolo nel cuore di Cristo!"
"Se è così, puoi procedere!".
Mi hanno tolto un peso.
Ma ho fatto anche un altro sogno: ho sognato il cartoncino della vostra partecipazione e su questo cartoncino (del sogno) vi trasmetto l'augurio preghiera insieme a questa comunità orante.
Su un lato di questo cartoncino trovo una vignetta senza parole che vi ritrae nell'atto di scambiarvi un bacio.
Il bacio è il segno di una raggiunta armonia, è l'immagine più trasparente del volersi bene, del sentirsi amati, è la parola più espressiva per comunicare l'ineffabilità del proprio amore.
La tenerezza di un bacio scambiato da 2 giovani in Piazza S. Pietro commosse anche quel grande patriarca di tutta la cristianità che è stato Giovanni XXIII il quale, dalla finestra del suo studio, silenziosamente, ma con un sorriso di compiacimento, tracciò su quei due giovani un segno di benedizione.
Anch'io in questo momento, mi sento di benedirvi, di dire bene di voi.
Ma perché il bacio possa esprimere la poesia dell'amore, richiede il coinvolgimento di tutto il proprio essere. E la vignetta del vostro pieghevole lo dimostra con chiarezza. Vedo Silvia che si fa largo tra i suoi bambini, un po' gelosi, per offrirsi al bacio di Marco. Ho immaginato anche le parti rovesciate.
Perché tra i 2, che pure si vogliono bene, c'è sempre una distanza da superare, una fossetta da colmare. C'è di mezzo, infatti, il mistero profondo di una persona. Una coppia è sempre un incontro di 2 mondi, ciascuno dei quali è mistero per l'altro.
Il Matrimonio è perciò una interminabile educazione alla diversità. E' quello che ci ricorda anche Gibran quando dice: "Ciascuno nella coppia sia il custode della solitudine dell'altro", cioè della sua alterità, del suo mistero.
Come è possibile sostenere questa situazione esposta sempre a tante tensioni e possibili conflitti?
Guardo ancora la vignetta che vi ritrae e trovo che a sostenere Silvia nel suo protendersi verso Marco c'è una pila di libri. Saranno, ho pensato, libri su cui si sta ancora affaticando Silvia. Ma a me piace interpretare diversamente questo dettaglio. I libri che sostengono Silvia (ma in futuro dovrebbero sostenere anche Marco) sono libri che racchiudono la saggezza a cui attingere, perché la vostra vita di coppia possa svolgersi in modo armonico. Tento di dare un nome a qualcuno dei libri individuandone le ragioni.
Enzo Bianchi dice che amare consiste in due cose: ascoltare e cucinare cose buone per la persona che si ama. Sul fatto di saper cucinare non ho suggerimenti da dare; so, infatti, che giocate in casa.
Ritengo, invece, che nella vostra biblioteca ideale non dovrebbe mancare mai un volume con le immagini del vostro viaggio di nozze o di un viaggio che vorreste fare.
E questo per ricordare che il Matrimonio non deve essere visto come una meta raggiunta, ma come l'inizio di un viaggio atteso da tanto tempo.
Il Matrimonio è sempre stato pensato come viaggio.
Il viaggio di nozze, infatti, caratteristico della nostra come di altre culture, è inteso come un cammino verso un paese ignoto, in cui non sia possibile prevedere tutto.
Il paese ignoto verso cui andate è l'incontro con colui o colei che vi sta al fianco.
Non c'è, infatti, lontananza più grande di quella che separa l'uomo dalla donna.
A questo punto consiglio un libro di spiritualità. Ce ne sono tanti, e tutti molto belli, ma vorrei proporvi un piccolo raggio di un autore. Di questo breve scritto, vi cito un passaggio dedicato alla "tenerezza":
"La tenerezza è soprattutto indulgenza e misericordia. E' difficile amare senza concedere all'altro la libertà di sbagliare. Ci fosse la capacità di ridere e di sorridere delle nostre vulnerabilità e fragilità, sarebbe tutto più semplice e più leggero.Un po' di quell'umorismo che nasce dall'amore può sdrammatizzare tante situazioni che altrimenti si farebbero pericolose".
Ma non posso non ricordare il volume più grosso, quello che sta sopra gli altri, nella vignetta cui ci siamo riferiti.
E' da questo volume che voi avete ricavato i passi della liturgia che stiamo celebrando.
Ma della bellezza del Matrimonio così come è stato sognato da Dio, si parla già nelle prime pagine.
Dio aveva davanti a sé le meraviglie scaturite dalla sua azione creativa tra cui spiccava l'immagine incantevole della prima coppia quando pare (secondo una tradizione ebraica) che si sia lasciato sfuggire questa battuta: "Speriamo che tenga!"
Noi però siamo certi che la vostra coppia è destinata a tenere.
Ve lo dice la cospirazione festosa dei vostri amici che in coro grideranno: "Evviva per Silvia e Marco, oggi sposi!"
E, ad avvalorare questa certezza, c'è lo Spirito di Dio, che non è altro se non Amore. E' un dono che oggi voi ricevete in modo privilegiato e che da voi trabocca su tutti i presenti che vi vogliono bene.
Questo spirito vi fa essere casa sulla roccia che è Cristo, come avete scelto nel brano del S. Vangelo.
Questi pensieri, anche se partiti da due sogni, se vi possano fare bene ritirateli; se vi hanno annoiato non l'ho fatto apposta. Così conclude il suo romanzo il Manzoni cui ci siamo ispirati in qualche immagine.
Buona vigilia dell'Epifania, a presto!
+marco+
Commenti
Posta un commento