Omelia da un matrimonio...

Come primo post del 2015 recupero un post veramente storico, che andrà poi accoppiato vedrete come con il prossimo... un post che aveva origine nel periodo di preparazione al Matrimonio e alla nuova casa (certo che l'impegno che ci aspetta per la secondigenita Mariasole in arrivo non mi sembra comunque da meno)...
Vi riporto, nella fattispecie, l'omelia che avevo suggerito al celebrante delle nostre nozze (se non avesse voluto, come poi è stato, scegliere lui i temi...), l'11 luglio 2008, così da regalarvi, spero, un po' della bellezza di quel momento che è veramente unico (e, sotto certi aspetti, ringrazio Dio che sia così! ;-); buona lettura, ...ah sì, il brano di Vangelo commentato è di Matteo 7 (dal versetto 21)... (vedi il mio altro pensiero se questo brano tanto affascinante!)
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"Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare" recita un proverbio popolare molto conosciuto.

Tra il dire e il fare si gioca l'ingresso nel Regno dei Cieli, dice Gesù.

Non è, infatti, con il dire, con il farneticare, con il ripetere formule più o meno gradevoli che riusciremo a "realizzarci" (verbo che oggi va molto di moda) nella nostra vita.

Certo la preghiera, le suppliche, i ringraziamenti hanno la loro importanza (ricordiamo, infatti, il brano evangelico di Marta e Maria in cui il messaggio sembra essere quello opposto a quello di oggi, proprio per ribadire, come spesso accade, che la giustizia va quasi sempre a braccetto, si sposa potremmo dire, con l'equilibrio), ma con questo brano di Vangelo, oggi Gesù ci suggerisce, ci ammonisce che per entrare nel Regno dei Cieli è necessario FARE e, nello specifico, FARE la volontà del Padre che è nei cieli.

Gesù, quindi, sembra dirci che la nostra pienezza di vita non sta tanto nelle cose di cui ci circondiamo e nei traguardi che pensiamo di aver raggiunto, ma sta SEMPLICEMENTE nel fare ciò che il Padre che è nei cieli ha pensato per noi.

Certo che il Matrimonio è proprio una di quelle tappe in cui l'Uomo e la Donna provano a prendere atto del disegno che Dio ha su di loro per poter fare l'unica cosa possibile a quel punto, cioè accettare il dono immenso della benedizione e dell'accompagnamento "finchè morte non li separi!".

A quel punto, del cammino, però, l'Uomo e la Donna non possono smettere di impegnarsi, ma, come richiamato dal brano appena ascoltato, devono fare proprio il Vangelo e declinarlo mettendolo in pratica nella vita di tutti i giorni. Se non c'è questa Sostanza, e qui entra in gioco il secondo contrasto (dopo quello fra il dire e il fare) del brano evangelico, quello fra la roccia e la sabbia, se non c'è questa Sostanza, si diceva, non c'è possibilità di trionfare e al posto di un avvenire da saggi, si prospetterebbe una rovina da stolti.

Una volta però nell'ottica del Vangelo, e questo sembra essere il bello, le scelte, seppur gravose (come quella di dove costruire la propria casa), sembrano essere molto facilitate (non serve certo un ingegnere civile o edile, infatti, per intuire che le fondamenta gettate nella roccia sono solide, mentre quelle posate nella sabbia sono soggette a qualunque calamità - pioggia, esondazioni, venti impetuosi - si voglia scatenare su tale casa). Chiediamo davvero, quindi, come nel Salmo 5 al Signore che ci spiani davanti il Suo cammino.

Vorrei concludere sottolineando la bellezza della scena delle folle stupite mentre ascoltano Gesù (il brano di oggi chiude, infatti, il Discorso della Montagna di Matteo); sarebbe davvero bello che ciascuno di noi, con la propria vocazione e con il proprio mettere in pratica il Vangelo, potesse far ancora stupire le folle di oggi, spesso più attente al sensazionalismo che alla sostanza delle cose!
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Un saluto, buon'anno e buona settimana a tutti!

+marco+

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