La messa in famiglia, tra zainetti e ritardi (e perché va bene così)

La messa in famiglia, per noi, non è mai stata una scena da copertina.

Siamo Silvia e Marco, genitori della parrocchia di San Maurizio. La nostra storia in oratorio viene da lontano e, dopo il matrimonio e l’arrivo dei figli, siamo tornati a vivere la comunità partendo dal catechismo di Francesco, nel 2012. Da allora siamo coinvolti come genitori e catechisti, con la consapevolezza che vivere la messa tutti insieme non è sempre facile.


Di solito funziona così.

La messa è alle 10.
Alle 6 del mattino è già iniziata l’organizzazione.
Zaini, giacche, quaderni, borracce. Sembra di partire per una vacanza di quindici giorni.
Poi si sale in macchina alle 10.59. In ritardo, ovviamente.

In chiesa manca sempre qualcosa.
Un pennarello preciso, l’acqua, lo snack “fondamentale” per sopravvivere a quell’ora infinita che per un bambino è la celebrazione.

E poi c’è l’attenzione.
La più piccola disegna, gioca, va in nursery.
Il grande (14 anni) ammette serenamente di pensare ad altro.
Il bagno, almeno una volta, è tappa obbligata.


No, non siamo la famiglia del Mulino Bianco.
Quella tutta composta, che canta, segue e commenta il Vangelo tornando a casa.

Eppure, col tempo, ci siamo accorti di una cosa semplice:
la messa si vive bene non quando è perfetta, ma quando ci siamo.

Come quando sei invitato a un matrimonio.
Magari arrivi in ritardo, magari non segui tutto, ma sei lì.
E il fatto di esserci conta.

I bambini spesso non capiscono tutto, non apprezzano tutto.
Ma si ricordano con chi erano.
Della compagnia.
Del fatto che stare lì, insieme, era bello.

La messa è anche un tempo di educazione.


Non l’ora in cui chiediamo ai figli di “stare buoni”.
Ma un momento in cui vedono che per mamma e papà ci sono gesti importanti, parole che contano.

Poi, crescendo, arriverà il tempo di lasciarli andare.
Come l’aquilone: tenere il filo, ma permettergli di volare.
Con gli altri ragazzi, nella comunità, nella loro messa.

Imperfezioni comprese.


E tu?

Com’è, per te, la messa vissuta in famiglia?

Qual è la fatica più grande… e la sorpresa più bella?

Ti riconosci in questo “esserci imperfetto ma fedele”?


Se vuoi, possiamo continuare a raccontarcelo.

Buon S. Marco e buon fine settimana! 

+marco+

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