Chi vive sobriamente, vive lungamente
Inizia oggi, per noi Ambrosiani, il periodo dell'Avvento che segna il tempo delle sei settimane prima del Santo Natale: usualmente è un periodo che, come dice il nome, si caratterizza per la forte attesa di qualcosa/qualcuno che arriverà e ci cambierà la vita e quest'anno più che per i passati questo sarà vero per l'attesa contemporanea di Mariasole (anche se il termine è al 6 di febbraio), che anche lei, forse più del buon bambinello di Nazaret, arriverà a cambiare, sicuramente in meglio, la nostra vita famigliare.
Uno degli aspetti più richiamati in questo periodo è il raccoglimento tipico di chi appunto si prepara a un grosso cambiamento e lo fa facendo il punto della propria vita, di quello che si è costruito e di quello che si è messo da parte; gli fa però da contraltare materiale la ricerca di una sobrietà come stile di vita: non si può affrontare un grosso cambiamento se si è troppo zavorrati; quando uno si appresta a una gita in montagna o, peggio ancora, per un percorso di sopravvivenza (suppongo sia così, ovviamente, non avendone mai fatto uno...) deve prepararsi lo zaino con tutto e solo quanto gli serve: se manca qualcosa non avrà modo di recuperarlo strada facendo, se qualcosa è di troppo potrà sì liberarsene in un secondo momento, ma sarà stata tutta fatica inutile quella di trasportarlo fino a lì... La Chiesa e, in particolare, il Vescovo di Roma non fanno che richiamare su questo aspetto, considerando anche il periodo di crisi che stiamo vivendo, additando la sobrietà come una possibile via di uscita dalla situazione contingente.
Di certo, accontentarsi di quello che si ha è un aspetto della sobrietà che dobbiamo coltivare giorno dopo giorno, non certo come il protagonista della storiella che oggi volevo proporvi:
Buona domenica e buona settimana, ciao!
+marco+
Uno degli aspetti più richiamati in questo periodo è il raccoglimento tipico di chi appunto si prepara a un grosso cambiamento e lo fa facendo il punto della propria vita, di quello che si è costruito e di quello che si è messo da parte; gli fa però da contraltare materiale la ricerca di una sobrietà come stile di vita: non si può affrontare un grosso cambiamento se si è troppo zavorrati; quando uno si appresta a una gita in montagna o, peggio ancora, per un percorso di sopravvivenza (suppongo sia così, ovviamente, non avendone mai fatto uno...) deve prepararsi lo zaino con tutto e solo quanto gli serve: se manca qualcosa non avrà modo di recuperarlo strada facendo, se qualcosa è di troppo potrà sì liberarsene in un secondo momento, ma sarà stata tutta fatica inutile quella di trasportarlo fino a lì... La Chiesa e, in particolare, il Vescovo di Roma non fanno che richiamare su questo aspetto, considerando anche il periodo di crisi che stiamo vivendo, additando la sobrietà come una possibile via di uscita dalla situazione contingente.
Di certo, accontentarsi di quello che si ha è un aspetto della sobrietà che dobbiamo coltivare giorno dopo giorno, non certo come il protagonista della storiella che oggi volevo proporvi:
UN SOLO PEZZO DI PANE
La persona era un cliente abituale e la direzione faceva del suo meglio per accontentarlo.Perciò, quando un giorno egli si lamentò che a ogni pasto gli veniva servito uno solo pezzo di pane,il cameriere si precipitò a portargliene altre quattro fette."Va bene", egli commentò, "ma non mi basta. A me piace il pane, mi piace averne tanto!"Il giorno seguente gliene diedero una dozzina di fette. "Bene", disse, "mi pare però che stiate facendo ancora economia!"Le sue proteste non cessarono neppure il giorno successivo, quando in tavola trovò un intero cestino di pane.Il direttore decise quindi di dargli una lezione. Fece infornare una pagnotta gigantesca, larga quasi due metri e luna uno, poi la trasportò lui stesso, con l'aiuto di due camerieri,su un tavolino vicino e restò vicino in attesa della reazione del cliente.L'uomo fissò l'enorme pagnotta con aria torva, guardò il direttore ed esclamò: "Ci risiamo: un pezzo solo!"
Buona domenica e buona settimana, ciao!
+marco+
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